lunedì 1 giugno 2009




BLEU, BLANC ET...

BORDEAUX !!!




Dopo 10 anni esatti arriva il sesto scudetto per i girondini sotto la guida maestra di un giovane tecnico che, benché alle prime armi, ha saputo incidere quanto un consumato veterano.



La gioia è quasi...inattesa...!



"Les bleus, les blancs, les bleus, blancs rouges..." intonavano i tifosi francesi durante i mondiali sotto il sole cocente di "Espana 82".
Ora il motto potrebbe tranquillamente adattarsi alla realtà "bordelaise" sostituendo il "rosso" con il "bordeaux", colore che è anche quello di una varietà del vino della regione e che a sua volta deriva dalla splendida città affacciata sull'Atlantico francese meridionale. Il "bianco" invece è incarnato nel vero artefice di questo inatteso exploit: quel Laurent...Blanc, che al secondo anno al timone, e in qualità di neo allenatore professionista, ha centrato un obiettivo che solo ad inizio anno appariva pura chimera e che sembrava ancora appannaggio dei solidissimi savoiardi dell'Olympique Lyonnaise, monopolizzatori della Ligue 1 da 7 lunghissime annate.

Ma siccome la crisi del settimo anno colpisce anche in ambiti estranei a quelli amorosi, ecco che le titubanze dei protetti del presidente Aulas, sono state lo stimolo per lo sviluppo di un torneo emozionante come non si vedeva da tempo; esitazioni che hanno partorito un concitato finale, vissuto sul duello testa a testa tra Bordeaux, per l'appunto, e Marsiglia, ritornato seriamente in auge per lo scettro di campione di Francia.
Seminate via via le altre pretendenti (PSG, Tolosa, Lille e Rennes), che come sciacalli puntuali si erano gettate sui resti lasciati dal Lione, eliminato virtualmente anche il campione (nello scontro diretto di Bordeaux) alla 32esima giornata, lo stesso Lione ha dato una spinta decisiva verso la consacrazione dei girondini andando ad espugnare il "Velodrome" a 3 turni dal termine e così spianando la strada alla truppa del condottiero di Alès: un Blanc costantemente accompagnato dallo stuzzicadenti, inseparabile e torturato amico di venture.
La ciliegina, che di solito segue la torta, era invece arrivata qualche tempo prima, con la vittoria debordante in coppa di Lega contro i bretoni del Vannes, stanziali della Ligue deux, e che rendeva già di per se la stagione decisamente dal segno più, visto che andava ad associarsi alla conquista agostana del "Trophée des Champions" (la supercoppa nazionale nella denominazione transalpina) contro i campioni di Francia del Lione.
Nessuno poteva immaginare che la torta fosse di sifatte proporzioni, visto che bissare la qualificazione alla prossima Champions League era un premio già di per se appagante per i ragazzi del presidente Triaud.
Ma siccome l'appetito vien mangiando e se lo si può stimolare con un buon vino...Bordeaux tanto meglio, ecco che quello che ad inizio anno doveva essere un pasto corposo e nulla più, il sabato 30 maggio 2009 alle ore 22.50 circa, si era trasformato in un banchetto regale con tanto di spruzzata di...champagne finale.

Quali stelle? Quante stelle? Chi ha siglato questa incerdibile vittoria e interrotto la storica scia del Lione?

Innanzitutto un pò di numeri: 80 punti finali in virtù di 24 vittorie, 8 pareggi e solo 6 sconfitte. Secondo miglior attacco dietro al Marsiglia, 38 reti arrivate da tre giocatori (Chamakh, Cavenaghi, Gourcuff), 11 vittorie consecutive sino alla chiusura nell'ultima giornata in quel di Caen tra cui la serie 7 vittorie consecutive in casa. Un finale di stagione da rullo compressore e una recita completa in cui spicca il premio come miglior centrocampista della stagione assegnato all'ex milanista, la seconda media-voto come miglior attaccante per Chamakh (preceduto solo da Gignac, bomber devastante del Toulouse e del torneo), e la terza media-voto come miglior difensore per il senegalese Souleymane Diawara (inserito quindi nel miglior undici dell'anno).

Tanti protagonisti, uno su tutti: quel Yohan Gourcuff che sotto consiglio paterno ha scelto il prestito al Bordeaux, trasferimento che si è rivelato vitale per la propria stagione e per le fortune del club, che da pochi giorni lo ha giustamente riscattato per una somma vicina ai 15 mln di euro.
Giocatore dell'anno nella Ligue 1, nell'undici ideale della stagione, ha suggellato nel migliore dei modi un' epopea iniziata in agosto con la prima di nove selezioni in nazionale. Annata di soli "alti" per un centrocampista a tutto tondo che il prossimo anno potrà nuovamente e più compiutamente esibirsi nel palcoscenico europeo di maggior rilevanza, avendo i galloni del condottiero conquistati sul campo.

Tanti altri nomi si sono però affacciati nella cavalcata vincente 2008-2009.
Marouane Chamakh, il bomber marocchino di Tonneins che oltre al contributo di reti ha continuativamente esibito in grande quantità, classe e velocità.
Alou Diarra, il mediano che a Lione non si era imposto e che in riva alla Gironda ha ritrovato le ispirazioni dei tempi di Lens.
Il già citato Diawara, autentica sorpresa e che dopo la retrocessione il Championship col Charlton nessuno pensava potesse divenire un autentico pilastro della retroguardia girondina.
Il veloce attaccante Gouffran: classe '86 e che dopo 5 stagioni con il Caen ha determinato, con la rete nell'ultima giornata, il titolo per la propria squadra e decretato la retrocesione del suo vecchio club.
Il brasiliano Fernando, antica conoscenza dei lidi italiani e che da anni è un uomo cardine dello scacchiere aquitano.
Il ritrovato Cavenaghi, uomo dei sogni proibiti per molte "europee" ai tempi del River, e sbarcato in riva all' Atlantico dal campionato russo e da quello Spartak Mosca nel quale il suo talento sembrava esser finito ai margini e la sua verve di attaccante di razza ibernatasi nel gelo moscovita. Appena giunto a Bordeaux ha faticato, ritrovando però poco a poco lo smalto perduto, e confermandosi cannoniere puntuale. Permanenza a Bordeaux che gli ha persino fatto ritrovare l' albiceleste.
Il capitano e portiere Ramè: uomo simbolo e "gardien de but" storico della squadra da oramai 12 lunghissimi anni.
Mathieu Chalmé: brevilineo terzino destro che impressionò ai tempi del Lille e che a Bordeaux ha coronato il suo sogno di diventare campione di Francia.
Gli altri brasiliani: Wendel, Carlos Henriquee e Jussie (sempre incisivo sulla sinistra).
Il terzino sinistro Trèmoulinas ed il centrale di destra Planus, entrambi cresciuti nel fulgido vivaio della squadra aquitana e titolari inamovinili nel finale di fuoco.
Il 19enne Sertic, lanciato a sorpresa nell' ultima fase della stagione.
L'attempato terzino Jurietti, meritorio ogni qual volta Blanc ha usufruito dei suooi servigi.
L'ex enfant prodige David Bellion, reduce da annate incolori in Inghilterra e rilanciatosi al caldo di Nizza.

Insomma: un collage di uomini (ne ho omesso qualcuno) trovatisi al momento giusto al posto giusto e con un sommelier d'eccezione, che all'assaggio ha decretato che quest'annata di Bordeaux era proprio una deliziosa, oseremmo affermare, quella migliore da dieci anni a questa parte...!!!




6 commenti:

The Chosen One ha detto...

Un grande trionfo quello del Bordeaux frutto della continuità e del lavoro iniziando da quando Blanc è seduto in panchina.
Già lo scorso anno avevano dato filo da torcere al Lione fino alla fine, ma a conti fatti era sembrata più un occasione persa che l'inizio di un opera portata poi a compimento in questa stagione.
Inutile dire che a mio avviso questo titolo ha la faccia di Gourcuff che si è dimostrato un campione a tutto tondo e credo che i dirigenti rossoneri abbiano fatto un grosso errore a perderlo per soli 15 milioni.
Chissà che questo Bordeaux non possa emulare il Lione di Aulas, personalmente ci credo poco, ma sognare non costa nulla.
L'importante ora è non smembrare la squadra anche in vista della prossima Champions League.

Ciao

Anonimo ha detto...

Ciao Vojvoda, da grande conoscitore del calcio internazionale quale sei, che cosa mi sapresti dire del centrocampista uruguagio - ormai ex Braga - Luis Aguiar? Ha 22 anni, conta un paio di presenze nella nazionale maggiore ed è appena stato acquistato dalla Dinamo Mosca. Dici che potrebbe essere un buon sostituto del partente Semshov? (perchè mi pare che sia più un regista, piuttosto che un trequartista alla Danny).

Me ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Me ha detto...

Ciao Vojvoda,

volevo proporti uno scambio link. Ho da poco aperto un blog sulla prossima Confederations Cup e mi piacerebbe scambiare con te i nostri indirizzi. Che ne pensi?
Il mio è: videoconfederationscup2009.blogspot.com

Fammi sapere!

Ciao

Vojvoda ha detto...

T.C.O.:

Gourcuff è un grande giocatore che al Milan non si è imposto chausa servilismi del tecnico verso i campioni. Il caso Maldini (pensionato già da 5,6 stagioni ma sempre cocciutamente in campo) è emblematico e non si trovano similitudini in tutto il panorama mondiale.
Mai slegatosi dai compagni che furono, Ancelotti ha continuato a servirli anche quando ha assunto un ruolo che, Mourinho insegna, dovrebbe essere super-partes.
Questa paura tutta italiana di assumere posizioni scomode o prendere decisioni impopolari, questo timore costante di scomodare ed offendere qualcuno, soprattutto se questo qualcuno ha un nome, tanto da rimanere ottusamente accecati anche di fronte all'evidenza.

Il Bordeaux non potrà mai emulare il Lione perché non ha né i soldi, né le ambizioni, né la storia recente dei savoiardi. Quello del Lione è un progetto sempre vivo che quest'anno ha subito uno stop. Impaccio anche piuttosto preventivabile visto che è praticamente impossibile continuare nella serie che aveva aperto e che durava da oramai 7 stagioni.

KERZHAKOV:

Sì, è più un regista ma ha le qualità per giocare dietro alle punte come già ha fatto più volte nel Braga quando si disimpegnava dietro Ze Meyong e Renteria.
E comunque 2,5 mln di euro sono un esborso accettabile per un giovane che giocava in una compagine di medio-alto livello del torneo portoghese.
Ricordo un'amichevole estiva contro il Cagliari (3-0 per i lusitani) e trasmessa dalla rete regionale sarda Videolina, nella quale si illustrò vistosamente e ciò benché fosse solo al principio nella conoscenza dei nuovi compagni "arsenalistas".

DAVIDE DRAGONETTI:

Ciao Davide. Penso proprio sia una bella idea e provvedo immediatamente ad inserirti tra i preferiti.

Un saluto a te ed agli altri due ragazzi che sono intervenuti in merito a questo pezzo.

Me ha detto...

perfetto, anche io!
A presto!